Bandi regionali: come orientarsi tra FESR e programmi regionali

Programmi regionali 2021-2027, obiettivi strategici, categorie di regioni e portali dove cercare: una mappa per non perdersi.

Per un'impresa i bandi regionali sono spesso la fonte più ricca di contributi a fondo perduto: le Regioni gestiscono direttamente una parte consistente dei fondi europei della politica di coesione e vi aggiungono risorse proprie. Il rovescio della medaglia è la frammentazione: venti sistemi diversi, portali diversi, calendari diversi. Questa guida spiega la logica comune che li governa, in modo da orientarsi in qualunque Regione.

La programmazione 2021-2027 in sintesi

La politica di coesione dell'Unione europea si attua per cicli di sette anni. Il ciclo in corso è il 2021-2027 e in Italia è governato dall'Accordo di Partenariato, il documento strategico che ripartisce i fondi tra programmi nazionali e regionali. I fondi coinvolti sono:

  • FESR (Fondo europeo di sviluppo regionale, Reg. UE 2021/1058): finanzia investimenti in ricerca, innovazione, digitalizzazione, competitività delle PMI, energia, ambiente e infrastrutture. È il fondo da cui provengono la maggior parte dei bandi per le imprese;
  • FSE+ (Fondo sociale europeo plus): occupazione, formazione, inclusione;
  • JTF (Fondo per una transizione giusta): territori interessati dalla transizione dalle fonti fossili;
  • Fondo di coesione, che non riguarda l'Italia.

All'Accordo di Partenariato sono collegati 10 programmi nazionali e 38 programmi regionali, di cui 4 plurifondo FESR/FSE+ (Basilicata, Calabria, Molise e Puglia). Ogni Regione e Provincia autonoma ha quindi un proprio Programma Regionale (PR) FESR, approvato dalla Commissione europea, che stabilisce priorità, obiettivi e dotazione.

Gli obiettivi strategici

I regolamenti 2021-2027 organizzano gli interventi in cinque obiettivi strategici (OP). Per le imprese contano soprattutto:

  • OP1 - Un'Europa più intelligente: ricerca e innovazione, digitalizzazione, competitività delle PMI, competenze per la specializzazione intelligente. È qui che si concentrano i bandi per investimenti produttivi, R&S collaborativa, startup, internazionalizzazione.
  • OP2 - Un'Europa più verde: efficienza energetica, rinnovabili, economia circolare. Da questo obiettivo derivano i bandi per l'efficientamento energetico delle imprese.
  • OP4 - Un'Europa più sociale: soprattutto tramite FSE+, formazione e occupazione.

Leggere il Programma Regionale della propria Regione (o le sue schede sintetiche pubblicate sul portale delle politiche di coesione) consente di sapere in anticipo su quali azioni usciranno bandi nei prossimi anni e con quali dotazioni.

Le categorie di regioni e l'intensità dell'aiuto

Ai fini dei fondi strutturali le regioni sono classificate in tre categorie: più sviluppate, in transizione e meno sviluppate, in base al PIL pro capite rispetto alla media UE. La categoria incide sul tasso di cofinanziamento europeo e, indirettamente, sulle risorse disponibili.

L'intensità massima degli aiuti agli investimenti dipende invece dalla Carta degli aiuti a finalità regionale e dal Reg. UE 651/2014: nelle aree assistite le percentuali base sono più elevate e possono essere maggiorate di 10 punti per le medie imprese e di 20 punti per le piccole. Per questo lo stesso tipo di investimento può ricevere percentuali molto diverse tra una regione del Mezzogiorno e una del Nord, e tra una piccola e una grande impresa. L'intensità effettiva va sempre verificata nel singolo bando.

Tipologie di bandi regionali ricorrenti

  • Investimenti produttivi delle PMI: macchinari, impianti, digitalizzazione, spesso con premialità per innovazione e sostenibilità.
  • Ricerca e sviluppo: progetti singoli o collaborativi con università e centri di ricerca, sulle traiettorie della strategia di specializzazione intelligente regionale (S3).
  • Efficienza energetica e rinnovabili per le imprese.
  • Internazionalizzazione: fiere, consulenze, piani export.
  • Startup e nuove imprese, talvolta con fondi rotativi e strumenti finanziari.
  • Strumenti finanziari: garanzie e finanziamenti agevolati gestiti tramite finanziarie regionali.
  • Filiere e settori: turismo, commercio, artigianato, cultura, con risorse regionali proprie.

Dove cercare i bandi

  • il sito del Programma Regionale FESR e la sezione bandi del portale istituzionale della Regione;
  • le finanziarie regionali (le società in house che gestiscono strumenti finanziari e talvolta i bandi);
  • OpenCoesione, per vedere programmi, dotazioni e stato di attuazione dei progetti finanziati;
  • il portale delle politiche di coesione del Governo, con l'elenco dei programmi FESR e le schede interattive;
  • incentivi.gov.it, che raccoglie anche le schede delle misure regionali con filtro per territorio.

Come si legge un bando regionale FESR

Oltre agli elementi comuni a tutti i bandi (beneficiari, spese ammissibili, intensità, scadenze), i bandi finanziati dal FESR hanno alcune caratteristiche proprie:

  • il riferimento all'azione e all'obiettivo specifico del Programma, che spiega cosa la Regione vuole ottenere e quali indicatori misurerà;
  • i criteri di selezione approvati dal Comitato di sorveglianza, che determinano le griglie di punteggio;
  • le opzioni semplificate di costo (costi unitari, somme forfettarie, tassi forfettari) previste dal Reg. UE 2021/1060, che in molti bandi sostituiscono la rendicontazione analitica di alcune voci;
  • gli obblighi di stabilità dell'operazione: cinque anni dal pagamento finale, ridotti a tre per le PMI, durante i quali l'investimento non può essere ceduto o delocalizzato;
  • gli obblighi di informazione e comunicazione sul sostegno ricevuto dall'Unione;
  • il principio "non arrecare un danno significativo" (DNSH) all'ambiente, spesso oggetto di autodichiarazione.

Un Programma Regionale è una promessa di bandi per sette anni. Chi lo legge in anticipo sa su quali investimenti la propria Regione metterà risorse e può programmare di conseguenza, invece di inseguire le scadenze.

Tempi e strategia

I bandi regionali hanno spesso tempi di istruttoria lunghi e finestre di presentazione brevi. Due accorgimenti pratici: tenere aggiornato un fascicolo con bilanci, visure, DURC e preventivi di massima, così da poter rispondere in poche settimane; e verificare il cumulo con le misure nazionali (Nuova Sabatini, crediti d'imposta), spesso ammesso entro le intensità massime.

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Fonti

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