ZES unica per il Mezzogiorno: il credito d'imposta per gli investimenti 2026-2028

Regioni ammesse, beni agevolabili, soglie di progetto, comunicazioni all'Agenzia delle Entrate e certificazione delle spese.

La ZES unica per il Mezzogiorno è la Zona economica speciale istituita dal decreto-legge 124/2023 che ha sostituito le otto ZES regionali precedenti con un unico perimetro. Tra gli strumenti che la caratterizzano, il più rilevante per le imprese è il credito d'imposta per gli investimenti in beni strumentali destinati a strutture produttive localizzate nella zona, previsto dall'articolo 16 del decreto. La legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, commi 438-443) ha esteso la misura agli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 31 dicembre 2028.

Territori ammessi

Il credito riguarda le zone assistite delle regioni Basilicata, Calabria, Campania, Molise, Puglia, Sardegna, Sicilia, Abruzzo, Marche e Umbria. Per Marche, Umbria e Abruzzo, così come per alcune aree delle altre regioni, l'ammissibilità e l'intensità dipendono dalla Carta degli aiuti a finalità regionale 2022-2027: non tutto il territorio regionale è agevolabile allo stesso modo, e la verifica va fatta comune per comune.

Chi può accedere

Possono beneficiare del credito le imprese di qualsiasi dimensione che effettuano investimenti in strutture produttive ubicate nella ZES unica, con alcune esclusioni settoriali (in particolare i settori dell'industria siderurgica, carboniera, dei trasporti e delle relative infrastrutture, della produzione e distribuzione di energia, della banda larga, nonché i settori creditizio, finanziario e assicurativo). Per le imprese agricole, della pesca e dell'acquacoltura esiste una disciplina distinta, con una scheda dedicata dell'Agenzia delle Entrate. Sono inoltre escluse le imprese in liquidazione o in difficoltà.

Investimenti e beni agevolabili

Sono agevolabili gli investimenti facenti parte di un progetto di investimento iniziale relativi a:

  • acquisto, anche in leasing, di macchinari, impianti e attrezzature varie nuovi, destinati a strutture produttive già esistenti o che vengono impiantate nella ZES;
  • acquisto di terreni e acquisizione, realizzazione o ampliamento di immobili strumentali, entro i limiti percentuali sul valore complessivo dell'investimento previsti dalla norma.

I parametri di progetto per il 2026:

  • importo minimo del progetto: 200.000 euro;
  • importo massimo agevolabile per progetto: 100 milioni di euro;
  • dotazione per il 2026: 2,3 miliardi di euro.

L'intensità del credito

Il credito è commisurato alla quota del costo complessivo dei beni acquisiti, nei limiti delle intensità massime della Carta degli aiuti a finalità regionale. L'intensità dipende quindi dalla regione, dall'area specifica e dalla dimensione dell'impresa, con maggiorazioni per le piccole e medie imprese secondo il Reg. UE 651/2014. Per conoscere la percentuale applicabile al proprio caso occorre incrociare il comune della struttura produttiva con la Carta e con la dimensione dell'impresa; la scheda dell'Agenzia delle Entrate e il decreto attuativo riportano i riferimenti.

Un elemento importante: quando le risorse stanziate non sono sufficienti a coprire tutte le richieste, il credito spettante viene ridotto proporzionalmente. L'importo effettivamente fruibile è quindi noto solo dopo la chiusura della finestra di comunicazione e la pubblicazione della percentuale da parte dell'Agenzia.

La procedura: comunicazioni all'Agenzia delle Entrate

Il credito non è automatico. L'impresa deve trasmettere all'Agenzia delle Entrate, tramite i canali telematici, una comunicazione con l'ammontare delle spese sostenute e di quelle che prevede di sostenere. Per il 2026 il provvedimento del 30 gennaio 2026 ha fissato la finestra dal 31 marzo al 30 maggio 2026, con la possibilità di ritrasmettere entro il 4 giugno le comunicazioni scartate negli ultimi giorni. Alla comunicazione iniziale segue una comunicazione integrativa per attestare la realizzazione degli investimenti: per il 2026 la finestra è fissata dal 3 al 17 gennaio 2027 e l'importo indicato non può superare quello della comunicazione originaria. Per gli anni 2027 e 2028 le finestre saranno fissate da provvedimenti successivi.

La comunicazione può essere trasmessa direttamente dal beneficiario o da un intermediario abilitato. Il modello e le istruzioni sono pubblicati nella scheda dedicata dell'Agenzia, insieme al software di compilazione.

La certificazione delle spese

Il decreto attuativo richiede che l'effettivo sostenimento delle spese ammissibili e la loro corrispondenza alla documentazione contabile risultino da una certificazione rilasciata da un revisore legale dei conti o da una società di revisione iscritti nel registro. Questo adempimento va pianificato per tempo, individuando il revisore prima della chiusura degli investimenti.

Utilizzo e cumulo

  • Il credito è utilizzabile esclusivamente in compensazione tramite modello F24, ai sensi del decreto legislativo 241/1997, secondo le modalità e i tempi indicati dall'Agenzia.
  • È cumulabile con aiuti de minimis e con altri aiuti di Stato sugli stessi costi, a condizione che il cumulo non porti al superamento dell'intensità massima consentita dal Reg. UE 651/2014; è cumulabile anche con misure che non costituiscono aiuti di Stato, entro il limite del costo sostenuto.
  • I beni devono essere mantenuti nella struttura produttiva per il periodo previsto dalla norma, pena la rideterminazione del credito.

Come organizzarsi

  1. Verificare che la struttura produttiva si trovi in un comune ammesso e individuare l'intensità applicabile.
  2. Definire il progetto di investimento con importo almeno pari a 200.000 euro e verificare la natura di "investimento iniziale".
  3. Presentare la comunicazione nella finestra annuale, con stima realistica delle spese.
  4. Realizzare gli investimenti con pagamenti tracciabili e fatture riferite al progetto.
  5. Ottenere la certificazione del revisore e trasmettere la comunicazione integrativa.
  6. Utilizzare il credito in compensazione dopo la conferma dell'Agenzia.

La ZES unica premia chi pianifica: la finestra di comunicazione arriva una volta l'anno e chi la manca deve attendere quella successiva. Chi invece la prepara per tempo può abbinare il credito ad altre misure e ridurre in modo significativo il costo dell'investimento.

Altre misure per il Mezzogiorno

Il credito ZES si affianca a Resto al Sud 2.0 per le nuove imprese giovanili, alla Nuova Sabatini, ai programmi regionali FESR delle regioni meno sviluppate e ai bandi camerali. Nel catalogo Finanzia puoi cercare tutte le misure attive nella tua regione; registrando l'impresa con la sede della struttura produttiva ricevi le segnalazioni delle misure compatibili con dimensione e settore.

Fonti

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