Il Fondo di garanzia per le PMI: come funziona e come si accede

Garanzia pubblica fino a 5 milioni di euro per impresa, coperture dell'80% sugli investimenti e del 50% sulla liquidità: le regole 2026.

Il Fondo di garanzia per le PMI è la garanzia pubblica, gestita da Mediocredito Centrale per conto del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, che facilita l'accesso al credito delle piccole e medie imprese e dei professionisti. Non eroga denaro: copre una parte del rischio della banca, che in caso di insolvenza dell'impresa recupera dal Fondo la quota garantita. Il risultato per l'impresa è ottenere un finanziamento che altrimenti sarebbe negato, o ottenerlo a condizioni migliori e senza garanzie reali aggiuntive.

I numeri danno la misura dello strumento: nel periodo gennaio-giugno 2026 il Fondo ha accolto 128.218 domande, per 23 miliardi di euro di finanziamenti e 16,2 miliardi di importo garantito.

Chi può accedere

  • Micro, piccole e medie imprese di qualsiasi settore, con alcune esclusioni, iscritte al Registro delle imprese;
  • professionisti iscritti a ordini o aderenti ad associazioni professionali;
  • dalla riforma 2024, anche small mid cap (imprese tra 250 e 499 addetti), enti del terzo settore ed enti religiosi, per determinate operazioni;
  • startup innovative e PMI innovative, con accesso gratuito e semplificato.

Le imprese devono essere economicamente e finanziariamente sane, valutate tramite il modello di rating del Fondo, e non trovarsi in difficoltà secondo la definizione europea.

Cosa garantisce e in che misura

Il Fondo interviene con due modalità: la garanzia diretta, rilasciata alla banca, e la riassicurazione (o controgaranzia) delle garanzie rilasciate da confidi e altri garanti autorizzati. Le regole di funzionamento in vigore, introdotte dalla riforma partita il 1° gennaio 2024, confermate per il 2025 e prorogate per tutto il 2026 dall'articolo 14 del decreto-legge 200/2025 (Milleproroghe), prevedono:

  • importo massimo garantito per singola impresa: 5 milioni di euro;
  • copertura fino all'80% per i finanziamenti a fronte di investimenti;
  • copertura al 50% per i finanziamenti di liquidità (aliquota unica dal 2025, in sostituzione delle precedenti 55% e 60% differenziate per fascia di rating);
  • copertura fino all'80% per le operazioni Nuova Sabatini, il microcredito, le startup e PMI innovative;
  • una procedura semplificata per le operazioni di importo ridotto, con limiti elevati dalla riforma e ulteriormente aumentati dal 2025 per le richieste presentate da garanti autorizzati a certificare il merito di credito.

Le percentuali effettive possono variare per sezioni speciali (imprese femminili, autotrasporto, editoria, sezioni regionali) e per tipologia di operazione: la scheda ufficiale e le disposizioni operative aggiornate del Fondo sono il riferimento per il singolo caso.

Le commissioni

La riforma ha introdotto commissioni di accesso differenziate per dimensione, con l'esenzione per le microimprese e aliquote crescenti per piccole imprese, medie imprese e small mid cap, oltre a esenzioni per specifiche categorie (startup innovative, imprese di alcuni territori, operazioni di importo ridotto). Gli importi vigenti sono riportati nelle disposizioni operative del Fondo.

Come si accede

L'impresa non presenta domanda al Fondo: la richiesta di garanzia è inoltrata dalla banca o dal confidi convenzionato insieme alla richiesta di finanziamento. In pratica:

  1. l'impresa chiede il finanziamento alla banca e segnala l'interesse per la garanzia del Fondo (o il confidi lo propone);
  2. la banca valuta il merito creditizio e, se delibera, trasmette la richiesta al Fondo tramite il portale dedicato;
  3. il Fondo valuta l'ammissibilità con il proprio modello di rating, alimentato dai dati di bilancio e di centrale rischi;
  4. in caso di esito positivo, la garanzia è concessa e la banca eroga il finanziamento.

Sul sito del Fondo è disponibile un portale rating con cui imprese e consulenti possono simulare in anticipo la fascia di valutazione, così da sapere prima di rivolgersi alla banca se e a quali condizioni la garanzia è accessibile.

Effetti sugli aiuti di Stato

La garanzia pubblica è un aiuto di Stato: il suo equivalente sovvenzione lordo viene calcolato e registrato nel Registro Nazionale degli Aiuti di Stato, in regime de minimis o in base al regolamento di esenzione, e va considerato ai fini dei massimali quando si accede ad altre misure. È un aspetto spesso trascurato: un'impresa che ha ottenuto più finanziamenti garantiti può aver consumato una parte significativa del plafond de minimis senza accorgersene.

Il Fondo in combinazione con altre misure

  • Nuova Sabatini: il finanziamento bancario può essere garantito dal Fondo fino all'80%, riducendo l'esposizione della banca e facilitando la delibera.
  • Bandi a fondo perduto: la garanzia può assistere il finanziamento ponte necessario ad anticipare le spese in attesa dell'erogazione del contributo.
  • Startup: per le startup e PMI innovative l'accesso gratuito con copertura all'80% è uno dei benefici principali dello status.
  • Sezioni speciali: alcune Regioni e ministeri alimentano sezioni con risorse proprie per aumentare coperture o ampliare i beneficiari sul proprio territorio.

La garanzia del Fondo non sostituisce il merito di credito: la banca resta libera di negare il finanziamento. Ma sposta l'equilibrio, perché con l'80% del rischio coperto molte operazioni diventano sostenibili per l'istituto.

Consigli operativi

  • Simulare il rating sul portale del Fondo prima di avviare la pratica.
  • Presentare alla banca un piano di investimento chiaro: le operazioni per investimenti hanno coperture più alte di quelle di liquidità.
  • Tenere traccia degli equivalenti sovvenzione delle garanzie ricevute per il calcolo del de minimis.
  • Verificare l'esistenza di sezioni speciali regionali o settoriali applicabili alla propria impresa.

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Fonti

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