Fondo impresa femminile: guida 2026 su requisiti e sportello
Il Fondo Impresa Femminile è l’incentivo nazionale gestito dal Ministero delle Imprese e del Made in Italy che eroga contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per la nascita e lo sviluppo di imprese guidate da donne. Al 12 marzo 2025 lo sportello risultava chiuso per esaurimento delle risorse disponibili, come confermato dal MIMIT. Chi vuole candidarsi deve quindi monitorare gli avvisi ufficiali di riapertura mentre prepara la documentazione.
In breve:
- La dotazione del Fondo Impresa Femminile si esaurisce rapidamente, quindi è fondamentale monitorare gli avvisi di riapertura e preparare tutta la documentazione in anticipo.
- Le imprese idonee devono rispettare criteri rigorosi relativi alla composizione azionaria e gestionale, mantenendo la qualifica di impresa femminile per almeno tre anni.
- Le spese finanziabili comprendono investimenti materiali e immateriali, costo del lavoro e servizi digitali, con limiti temporali e di percentuale stringenti.
- I finanziamenti possono arrivare fino a 400.000 euro per imprese attive da oltre 12 mesi, con una copertura fino a 320.000 euro sotto forma di contributo e prestito.
- La domanda si presenta esclusivamente tramite piattaforma telematica, in ordine di arrivo, e lo sportello si chiude quando le risorse si esauriscono, quindi la tempestività è decisiva.
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Indice
- Cos’è il fondo impresa femminile, le linee di intervento e il PNRR
- A chi si rivolge il fondo impresa femminile: requisiti e condizioni
- Cosa finanzia il fondo: spese ammissibili e limiti operativi
- Quanto copre il fondo impresa femminile: massimali e percentuali
- Come si presenta domanda e qual è lo stato dello sportello
- Come vengono valutati i progetti e come funziona l’erogazione
- Quali decreti e documenti consultare prima di candidarsi
- Cosa fare ora se vuoi candidarti quando lo sportello riapre
- Prepara la candidatura con il supporto di Finanzia
- Fonti
- Domande frequenti
Cos’è il fondo impresa femminile, le linee di intervento e il PNRR
Il Fondo si articola su tre linee operative previste dal decreto istitutivo: il Capo II sostiene la nascita di nuove imprese, il Capo III finanzia lo sviluppo e il consolidamento di attività già avviate, mentre il Capo V riguarda un programma di natura formativa e di accompagnamento imprenditoriale. La misura rientra nell’Investimento PNRR 1.2 “Creazione di imprese femminili”, con un obiettivo esplicito di riduzione del divario di genere nell’accesso al credito d’impresa, come descritto nella pagina dedicata del MIMIT sul PNRR. La dotazione ha subito diverse rimodulazioni tra il 2023 e il 2024 tramite decreti interministeriali successivi. Prima di preparare qualsiasi pratica, conviene sempre verificare la dotazione residua effettivamente disponibile, perché le cifre iniziali stanziate raramente coincidono con quelle rimaste a bando aperto.
A chi si rivolge il fondo impresa femminile: requisiti e condizioni
Non tutte le imprese “gestite da donne” nel linguaggio comune rientrano nella definizione tecnica di impresa femminile richiesta dal bando. Il Decreto ministeriale del 30 settembre 2021 fissa criteri precisi che vanno verificati riga per riga prima di candidarsi, come indicato nel testo normativo del DM.
Le categorie ammissibili comprendono:
- Imprese individuali con titolare donna, in qualunque settore di attività.
- Società di persone o cooperative in cui almeno il 60% dei soci sia costituito da donne.
- Società di capitali in cui i due terzi delle quote e degli organi di amministrazione siano detenuti e gestiti da donne.
La differenza pratica tra una nuova impresa e un’impresa attiva da oltre 12 mesi incide direttamente su percentuali e massimali applicabili, come vedremo più avanti. In entrambi i casi vige l’obbligo di mantenere la qualifica di impresa femminile per almeno tre anni dalla concessione dell’agevolazione, pena la revoca. Prima di presentare domanda, prepara visura camerale aggiornata, atto costitutivo o statuto societario e un business plan coerente con le spese richieste.
Cosa finanzia il fondo: spese ammissibili e limiti operativi
Il Fondo copre un ventaglio di spese collegate direttamente al progetto imprenditoriale presentato, non genericamente all’attività d’impresa. Le spese ammissibili tipiche includono:
- Investimenti in beni materiali, come macchinari, attrezzature e allestimento di locali.
- Investimenti in beni immateriali, tra cui software gestionali, licenze e brevetti.
- Costo del lavoro dei dipendenti assunti per il progetto.
- Servizi di cloud computing e canoni di licenza per strumenti digitali.
I programmi di spesa devono concludersi entro 24 mesi dalla data di concessione del contributo, e non sono ammissibili spese sostenute prima della presentazione della domanda. Il capitale circolante è ammesso entro limiti stretti, generalmente il 20% o il 25% del programma a seconda della linea di intervento scelta, e va sempre documentato separatamente in fase di rendicontazione, secondo quanto specificato dal sistema CRM per la rendicontazione di progetto.
Quanto copre il fondo impresa femminile: massimali e percentuali
Le percentuali di copertura cambiano sensibilmente a seconda che tu stia avviando una nuova attività o consolidando un’impresa già operativa da più di 12 mesi. Le FAQ ufficiali del MIMIT riportano queste soglie.
Per le imprese attive da oltre 12 mesi, i programmi possono arrivare fino a 400.000 €, con un mix di contributo a fondo perduto e finanziamento agevolato che copre fino a 320.000 €, rimborsabile in un massimo di otto anni.

Esistono inoltre riserve di risorse dedicate alle regioni del Mezzogiorno e alle micro e piccole imprese: la propria collocazione territoriale e dimensionale incide sulla probabilità concreta di ottenere il finanziamento da quella specifica quota riservata.
Come si presenta domanda e qual è lo stato dello sportello
La procedura funziona a sportello, non a graduatoria: le domande vengono istruite in ordine cronologico di arrivo fino a esaurimento della dotazione disponibile. Questo rende la tempestività di invio un fattore determinante quanto la qualità del progetto stesso.
- Predisponi la domanda in formato telematico attraverso la piattaforma indicata da Invitalia, soggetto attuatore della misura.
- Allega business plan, preventivi di spesa dettagliati e attestazioni sui requisiti di impresa femminile.
- Invia la domanda nella finestra temporale di apertura dello sportello, verificando in anticipo eventuali documenti aggiuntivi richiesti dall’avviso specifico.
- Attendi l’esito dell’istruttoria formale e, in caso di ammissione, procedi con la sottoscrizione del contratto di finanziamento.
Gli sportelli per nuove imprese e per imprese attive da almeno 12 mesi sono stati chiusi rispettivamente con avvisi del 19 maggio 2022 e del 7 giugno 2022 per esaurimento delle risorse, come riportato dal MIMIT. Per sapere quando riaprirà, conviene consultare periodicamente le pagine ufficiali di MIMIT e Invitalia, che pubblicano i nuovi avvisi non appena vengono stanziate risorse aggiuntive.
Come vengono valutati i progetti e come funziona l’erogazione
La valutazione tecnica non si limita a un controllo formale dei documenti: considera le competenze del team imprenditoriale, la fattibilità economico finanziaria del progetto e il suo impatto occupazionale o di mercato. I progetti con una componente tecnologica o di ricerca e sviluppo rilevante ricevono una premialità nel punteggio, secondo quanto previsto dal decreto istitutivo. Una domanda competitiva non è un semplice elenco di acquisti: il business plan deve collegare in modo esplicito ogni spesa al risultato atteso, mostrando come quell’investimento genera crescita o sostenibilità.
L’erogazione avviene tipicamente per stati di avanzamento lavori (SAL): l’impresa beneficiaria presenta rendicontazioni intermedie con la documentazione di spesa, e i tempi di erogazione dipendono dalla completezza di ciascuna richiesta.
Un consiglio: tieni una contabilità separata per il progetto finanziato fin dal primo giorno, con pagamenti sempre tracciabili tramite bonifico. È il modo più semplice per evitare contestazioni in fase di controllo e ridurre il rischio di revoca.

Quali decreti e documenti consultare prima di candidarsi
Prima di avviare la pratica, leggi con attenzione questi atti:
- Il Decreto ministeriale del 30 settembre 2021, che fissa la disciplina generale del Fondo e i criteri di ammissibilità.
- Il Decreto direttoriale del 30 marzo 2022, che definisce le modalità operative di attuazione dello sportello.
- I decreti interministeriali di rimodulazione della dotazione, che aggiornano gli importi disponibili per linea di intervento.
- Gli avvisi di chiusura sportello pubblicati sul sito MIMIT, indispensabili per capire lo stato reale della misura.
Negli allegati tecnici trovi i criteri di valutazione dettagliati, l’elenco completo delle spese ammissibili e le riserve regionali. La modulistica aggiornata e le FAQ ufficiali restano disponibili sulle pagine di MIMIT e Invitalia.
Cosa fare ora se vuoi candidarti quando lo sportello riapre
Mentre lo sportello resta chiuso, prepara il terreno: verifica il tuo codice ATECO, raccogli preventivi coerenti con il business plan e definisci con precisione le voci di spesa. Valuta nel frattempo bandi regionali o altre misure collegate al PNRR se hai bisogno di liquidità immediata. Il tempo di attesa è un’occasione per rafforzare la sostenibilità finanziaria del progetto prima di presentarlo.
Prepara la candidatura con il supporto di Finanzia
Mentre il Fondo Impresa Femminile resta chiuso, il tempo perso a cercare manualmente bandi alternativi tra migliaia di avvisi regionali è tempo che potresti dedicare a rendere il tuo progetto più solido. Finanzia confronta il profilo della tua impresa, partita IVA e codice ATECO inclusi, con l’intero panorama di bandi attivi, segnalando automaticamente quelli compatibili con i tuoi obiettivi di investimento.

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Fonti
Per verificare requisiti, importi e stato dello sportello, consulta direttamente le fonti istituzionali:
- Fondo impresa femminile | MIMIT
- Decreto ministeriale 30 settembre 2021 (DM) - Fondo impresa femminile
- Fondo impresa femminile | Invitalia
Questo articolo fornisce informazioni generali e non sostituisce il parere di un consulente finanziario qualificato. Consulta un professionista finanziario qualificato riguardo al tuo caso specifico prima di agire in base a questo contenuto.
Domande frequenti
Come si ottiene il fondo perduto Invitalia per l’impresa femminile?
Bisogna presentare domanda telematica tramite Invitalia, soggetto attuatore della misura, quando lo sportello è aperto, allegando business plan e preventivi coerenti con i requisiti di impresa femminile. Le domande vengono istruite in ordine cronologico fino a esaurimento della dotazione disponibile, secondo quanto indicato da Invitalia.
Quali sono i bandi a fondo perduto per donne nel 2026?
Il Fondo Impresa Femminile resta il principale riferimento nazionale, ma risultava chiuso per esaurimento risorse secondo l’ultimo aggiornamento del MIMIT. Nel frattempo, molte regioni pubblicano bandi locali dedicati all’imprenditoria femminile che puoi consultare tra i bandi attivi raccolti da Finanzia.
Quali fondi a fondo perduto sono disponibili per le imprese?
Oltre al Fondo Impresa Femminile, esistono misure collegate al PNRR come Smart&Start e Nuove imprese a tasso zero, oltre a bandi regionali specifici per settore. La disponibilità cambia continuamente in base alle risorse stanziate e alle scadenze regionali.
Come funziona il fondo impresa femminile?
Il Fondo eroga contributi a fondo perduto e finanziamenti agevolati per la nascita, lo sviluppo o il consolidamento di imprese a maggioranza femminile, con percentuali di copertura fino all’80% o 90% per le nuove imprese secondo le FAQ ufficiali. La procedura è a sportello: le domande vengono valutate in ordine di arrivo fino a esaurimento dei fondi disponibili.
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