Il regime de minimis (Reg. UE 2023/2831): massimali, triennio, cumulo
Come funziona il plafond di 300.000 euro in tre anni, cosa si intende per impresa unica e come si verificano gli aiuti già ricevuti.
Il regime de minimis è la regola europea che consente alle amministrazioni di concedere aiuti di importo limitato senza notificarli alla Commissione, sul presupposto che somme così contenute non incidano sugli scambi tra Stati membri. In pratica è la base giuridica di una larga parte dei bandi che un'impresa incontra: voucher camerali, contributi regionali, agevolazioni fiscali per investitori in startup, garanzie.
Dal 1° gennaio 2024 è in vigore il Regolamento (UE) 2023/2831, che ha sostituito il precedente Reg. 1407/2013 e resterà applicabile fino al 31 dicembre 2030.
Il massimale: 300.000 euro in tre anni
L'articolo 3 del regolamento fissa la regola centrale: l'importo complessivo degli aiuti de minimis concessi da uno Stato membro a un'impresa unica non può superare 300.000 euro nell'arco di tre anni. Il precedente massimale era di 200.000 euro.
Alcune precisazioni importanti:
- Il massimale si riferisce agli aiuti concessi dallo stesso Stato membro, indipendentemente dall'ente erogatore (Stato, Regione, Camera di commercio) e dalla fonte delle risorse.
- Conta la data di concessione dell'aiuto, cioè il momento in cui l'impresa acquisisce il diritto giuridico a riceverlo, non la data di erogazione.
- Gli aiuti non erogati in forma di sovvenzione diretta (garanzie, prestiti agevolati, ecc.) vanno convertiti in equivalente sovvenzione lordo secondo i criteri del regolamento.
Per i settori della produzione primaria agricola, della pesca e dell'acquacoltura si applicano regolamenti de minimis specifici, con massimali diversi: il Reg. 2023/2831 esclude espressamente questi settori dal proprio ambito.
Come si calcola il triennio
Una delle novità più rilevanti del nuovo regolamento riguarda il periodo di riferimento. Il triennio è ora calcolato su base mobile: per ogni nuova concessione si tiene conto dell'importo complessivo degli aiuti de minimis concessi nei tre anni precedenti. Non si ragiona più per esercizi finanziari (l'esercizio in corso e i due precedenti), ma per giorni: se un aiuto viene concesso il 15 settembre 2026, si sommano tutti gli aiuti de minimis concessi dal 15 settembre 2023 in poi.
Questo cambia il modo di pianificare: un aiuto concesso a fine anno non "esce" dal calcolo con il cambio di esercizio, ma solo dopo tre anni esatti dalla sua concessione.
Il concetto di impresa unica
Il massimale non si applica alla singola società ma all'impresa unica, cioè all'insieme delle imprese tra le quali esiste almeno una delle relazioni indicate dall'articolo 2 del regolamento:
- un'impresa detiene la maggioranza dei diritti di voto di un'altra;
- un'impresa ha il diritto di nominare o revocare la maggioranza degli amministratori di un'altra;
- un'impresa esercita un'influenza dominante su un'altra in virtù di un contratto o di una clausola statutaria;
- un'impresa, in base a un accordo con altri soci, controlla da sola la maggioranza dei diritti di voto di un'altra.
Le imprese collegate attraverso una o più altre imprese sono anch'esse considerate impresa unica. Il legame tramite persone fisiche (ad esempio due società controllate dalla stessa persona senza rapporti diretti tra loro) non rientra in questa definizione ai fini del de minimis, anche se rileva per il calcolo della dimensione d'impresa. Nella pratica, la dichiarazione de minimis allegata alle domande di agevolazione chiede di elencare tutte le imprese che compongono l'impresa unica e gli aiuti da ciascuna ricevuti.
Cumulo con altri aiuti
L'articolo 5 del regolamento disciplina il cumulo:
- gli aiuti de minimis "generali" possono essere cumulati con quelli concessi in base ad altri regolamenti de minimis (ad esempio quelli per i servizi di interesse economico generale) fino al massimale complessivo previsto da questi ultimi;
- gli aiuti de minimis non possono essere cumulati con aiuti di Stato relativi agli stessi costi ammissibili (o alla stessa misura di finanziamento del rischio) se il cumulo comporta il superamento dell'intensità o dell'importo massimo fissati dal regolamento di esenzione o da una decisione della Commissione;
- gli aiuti de minimis per i quali non sono individuati costi ammissibili specifici possono essere cumulati con altri aiuti di Stato.
Tradotto: un contributo de minimis su un macchinario può sommarsi a un credito d'imposta sullo stesso macchinario, ma la somma non deve superare la percentuale massima consentita per quel tipo di investimento in quella regione e per quella dimensione d'impresa.
Il registro centrale e il ruolo del RNA
Il regolamento prevede che dal 1° gennaio 2026 gli Stati membri registrino gli aiuti de minimis in un registro centrale nazionale o europeo, entro 20 giorni lavorativi dalla concessione. In Italia questa funzione è svolta dal Registro Nazionale degli Aiuti di Stato (RNA), istituito dall'articolo 52 della legge 234/2012 e regolato dal decreto 115/2017, che già registra aiuti di Stato, aiuti de minimis e aiuti alle imprese in settori specifici.
Il RNA è consultabile pubblicamente nella sezione trasparenza: prima di presentare una domanda è buona pratica verificare la propria posizione, perché l'amministrazione concedente farà la stessa verifica e, se il massimale risulta superato, ridurrà o negherà l'aiuto. Dal 1° settembre 2026 le nuove registrazioni nel RNA utilizzano esclusivamente la codifica ATECO 2025.
Errori frequenti
- Dimenticare aiuti "invisibili": garanzie del Fondo PMI, esenzioni fiscali, contributi in conto interessi hanno un equivalente sovvenzione che consuma plafond.
- Dichiarare solo gli aiuti della propria società ignorando le società collegate.
- Usare ancora il criterio degli esercizi finanziari invece del triennio mobile.
- Presentare domande su più bandi de minimis contemporaneamente senza verificare che la somma delle concessioni attese rientri nei 300.000 euro.
Il de minimis non è un tetto alle agevolazioni che un'impresa può ricevere in assoluto: è un tetto agli aiuti concessi in quel regime. Le misure basate sul regolamento di esenzione (ricerca, investimenti regionali, formazione) seguono regole diverse e non consumano il plafond.
Trovare i bandi de minimis compatibili
Nel catalogo Finanzia le schede indicano il regime di aiuto applicabile, così da sapere in anticipo se una misura incide sul plafond de minimis. Registrando il profilo dell'impresa è possibile tenere traccia degli aiuti già dichiarati e ricevere segnalazioni sulle misure compatibili.
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