Incentivi per la formazione dei dipendenti: strumenti attivi nel 2026

Nel 2026 un’impresa italiana può finanziare la formazione dei propri dipendenti con quattro strumenti principali: i Fondi interprofessionali per la formazione continua, alimentati dal contributo obbligatorio dello 0,30% già versato all’INPS; il Fondo Nuove Competenze, giunto alla terza edizione; i bandi regionali, provinciali e settoriali a fondo perduto; le misure ministeriali dedicate allo sviluppo delle competenze nelle PMI. Il credito d’imposta Formazione 4.0, ancora citato da molte guide, risulta invece non più attivo secondo il Ministero delle Imprese e del Made in Italy. Di seguito sono esaminati requisiti, modalità di accesso e aspetti operativi di ciascuno strumento, compresi l’anticipo del contributo e la fideiussione che di norma lo accompagna.

Vuoi sapere quali bandi sono adatti alla tua impresa? Registrati gratis su Finanzia con la partita IVA e scopri le agevolazioni compatibili, oppure sfoglia il catalogo dei bandi.

In breve

  • I Fondi interprofessionali consentono di riutilizzare per la formazione aziendale lo 0,30% delle retribuzioni già versato all’INPS: in assenza di adesione, tale importo non torna all’impresa.
  • Il Fondo Nuove Competenze 3 dispone, a gennaio 2026, di una dotazione complessiva di 1,15 miliardi di euro e sostiene percorsi legati alle transizioni digitale ed ecologica.
  • Il credito d’imposta Formazione 4.0 è indicato dal MIMIT come misura non più attiva: prima di pianificarne l’utilizzo è necessaria una verifica con il proprio commercialista.
  • I bandi regionali e provinciali (ad esempio Trento e Bolzano) finanziano progetti di formazione aziendale ed extra-aziendale, spesso in regime de minimis.
  • L’anticipo del contributo richiede di norma una fideiussione, il cui costo è generalmente a carico dell’impresa e va previsto nel budget del progetto.

Indice

Il quadro degli strumenti disponibili

Gli strumenti di sostegno alla formazione del personale differiscono per fonte delle risorse, modalità di accesso e tipologia di spesa coperta. La tabella seguente ne riassume le caratteristiche essenziali.

Strumento Fonte delle risorse Modalità di accesso Cosa copre in via generale
Fondi interprofessionali Contributo obbligatorio dello 0,30% sulle retribuzioni Adesione al fondo, poi avvisi o conto formazione Piani formativi aziendali, settoriali o territoriali
Fondo Nuove Competenze 3 Risorse pubbliche nazionali ed europee Accordo collettivo e domanda sulla piattaforma dedicata Costo delle ore di lavoro destinate alla formazione
Bandi regionali e provinciali Bilanci regionali, fondi europei Domanda sul bando, a sportello o graduatoria Costi dei corsi, docenze, talvolta costo del personale
Bandi settoriali Ministeri, enti nazionali Domanda secondo l’avviso Formazione in settori specifici (es. autotrasporto)
Credito d’imposta Formazione 4.0 Agevolazione fiscale Misura non più attiva secondo il MIMIT Non applicabile alle nuove spese

La scelta tra questi strumenti non è alternativa in senso assoluto: un’impresa può aderire a un Fondo interprofessionale e, nello stesso anno, partecipare a un bando regionale, purché siano rispettate le regole sul cumulo degli aiuti e non si finanzino due volte le stesse spese.

Fondi interprofessionali per la formazione continua

Secondo il Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, per la formazione dei propri dipendenti le imprese possono aderire a uno dei Fondi interprofessionali e bilaterali per la formazione continua, alimentati dal versamento obbligatorio dello 0,30% della retribuzione lorda dei lavoratori. Si tratta di un contributo che l’impresa versa in ogni caso: l’adesione determina soltanto la destinazione delle somme.

Qualora l’impresa non aderisca ad alcun fondo, il versamento confluisce in fondi gestiti a livello ministeriale e non può essere utilizzato direttamente per la formazione dell’azienda che lo ha versato. Per questo motivo l’adesione rappresenta, nella maggior parte dei casi, il primo passo da compiere.

Two destinations for the training contribution

Modalità di utilizzo

I Fondi interprofessionali mettono a disposizione le risorse secondo due canali principali:

  • Avvisi pubblici: il fondo pubblica bandi con dotazione, scadenze e criteri di valutazione propri; l’impresa presenta un piano formativo che entra in graduatoria.
  • Conto formazione aziendale: presso molti fondi le imprese possono accantonare una quota dei contributi versati e utilizzarla per piani formativi propri, con tempi e regole stabiliti dal regolamento del singolo fondo.

Elementi da verificare prima dell’adesione

  • Il settore di riferimento del fondo e la coerenza con il contratto collettivo applicato.
  • La presenza di avvisi ricorrenti per le imprese della propria dimensione.
  • Le regole di rendicontazione e i tempi di erogazione dei rimborsi.
  • La possibilità di trasferire le risorse in caso di cambio di fondo.

Per le micro e piccole imprese, il cui contributo annuo dello 0,30% è di entità contenuta, gli avvisi a graduatoria possono risultare più vantaggiosi del solo conto formazione.

Fondo Nuove Competenze 3: “Competenze per le innovazioni”

Il Fondo Nuove Competenze (FNC), istituito dall’articolo 88 del decreto-legge n. 34 del 2020, è operativo con la terza edizione denominata “Competenze per le innovazioni”. Il 9 gennaio 2026 il Ministero del Lavoro ha comunicato ulteriori 125 milioni di euro per il Fondo Nuove Competenze 3, portando la dotazione complessiva a 1,15 miliardi di euro e ampliando la platea delle imprese beneficiarie.

Funzionamento della misura

Il meccanismo del FNC si distingue da quello di un bando tradizionale per la formazione: non finanzia in primo luogo il costo del corso, bensì il costo delle ore di lavoro che i dipendenti dedicano alla formazione. Secondo l’avviso del Fondo Nuove Competenze 3, l’accesso presuppone:

  • la sottoscrizione di un accordo collettivo di rimodulazione dell’orario di lavoro, che destina una parte delle ore lavorative a percorsi di sviluppo delle competenze;
  • percorsi formativi coerenti con le finalità della misura, in particolare l’innovazione tecnologica, digitale ed ecologica dei processi aziendali;
  • la presentazione della domanda secondo le procedure e le finestre indicate dall’avviso.

Il contributo copre una quota del costo orario dei lavoratori in formazione e gli oneri previdenziali e assistenziali delle ore interessate, nelle percentuali fissate dall’avviso. La consultazione diretta del testo è necessaria prima della presentazione della domanda, poiché le condizioni possono essere aggiornate con provvedimenti successivi.

A chi conviene

Il FNC risulta particolarmente indicato per le imprese che affrontano un processo di riorganizzazione o di introduzione di nuove tecnologie e che dispongono di relazioni sindacali strutturate, dal momento che la sottoscrizione dell’accordo collettivo costituisce un passaggio obbligato.

Credito d’imposta Formazione 4.0: lo stato della misura

Il credito d’imposta Formazione 4.0 è stato introdotto dalla Legge di Bilancio 2018 (Legge 27 dicembre 2017, n. 205) per favorire l’innovazione tecnologica e digitale delle imprese attraverso la formazione del personale sulle tecnologie del Piano Impresa 4.0. Il riconoscimento del credito era subordinato, tra l’altro, al deposito dei contratti collettivi aziendali o territoriali che disciplinavano le attività formative.

La scheda del Ministero delle Imprese e del Made in Italy dedicata al credito d’imposta Formazione 4.0 riporta l’avviso che la misura non è più attiva. Numerose guide online continuano tuttavia a presentarla come disponibile per il 2026, talvolta con riferimenti a proroghe successive.

In presenza di indicazioni contrastanti, si raccomanda di:

  • non includere il credito nel budget di un piano formativo 2026 senza una conferma scritta del proprio commercialista;
  • verificare se le spese formative possano rientrare in altre misure fiscali vigenti collegate a investimenti in beni strumentali, secondo le regole specifiche di ciascuna misura;
  • privilegiare, per la formazione del 2026, gli strumenti con dotazione e avvisi attivi, illustrati nelle sezioni precedenti.

Il MIMIT ha inoltre pubblicato le risposte alle domande frequenti sulla misura Sviluppo competenze, destinata alle PMI regolarmente costituite: requisiti di accesso e spese ammissibili vanno verificati direttamente su tale documento.

Bandi regionali, provinciali e settoriali

Accanto agli strumenti nazionali, regioni, province autonome, camere di commercio e ministeri pubblicano bandi dedicati alla formazione, spesso con contributi a fondo perduto e procedure più snelle. Alcuni esempi attualmente censiti su Finanzia:

I bandi territoriali presentano alcune caratteristiche ricorrenti che incidono sulla pianificazione:

  • regime de minimis: il contributo concorre al massimale di aiuti de minimis dell’impresa nel periodo di riferimento, da verificare nel Registro nazionale degli aiuti di Stato;
  • procedura a sportello: le domande sono istruite in ordine cronologico fino a esaurimento delle risorse, per cui la tempestività è determinante;
  • vincoli sul soggetto formatore: alcuni bandi ammettono soltanto enti accreditati o iscritti in elenchi regionali;
  • sede operativa: il beneficio è riservato alle imprese con unità locale nel territorio dell’ente.

Il catalogo completo dei bandi di finanza agevolata consente di filtrare le opportunità per territorio, settore e finalità.

Anticipo del contributo e fideiussione

Molti bandi, compresi quelli per la formazione, prevedono la possibilità di ricevere un anticipo del contributo concesso, così da non dover sostenere integralmente con risorse proprie i costi di docenza e organizzazione prima della rendicontazione. In cambio, l’ente erogatore richiede di norma una garanzia fideiussoria.

Natura della garanzia

La fideiussione è un contratto con cui una banca o una compagnia assicurativa si impegna a restituire all’ente le somme anticipate qualora l’impresa non completi il progetto o non lo rendiconti correttamente. Gli enti pubblici richiedono generalmente un testo conforme a un proprio schema: a titolo di esempio, Invitalia pubblica un fac-simile di fideiussione per l’anticipo delle agevolazioni da rispettare in modo rigoroso. Un testo difforme comporta il rigetto della garanzia e il blocco dell’erogazione.

Come una garanzia assicura un anticipo

Costi e tempi da pianificare

Secondo una guida operativa sulla fideiussione per l’anticipo dei contributi pubblici, i valori di riferimento sono i seguenti:

  • quota anticipata: spesso compresa tra il 20% e il 50% del contributo complessivo, secondo quanto previsto dal bando;
  • costo della garanzia: indicativamente tra lo 0,5% e il 2% annuo dell’importo garantito;
  • ammissibilità della spesa: il costo della polizza è solitamente non rendicontabile e resta quindi a carico dell’impresa;
  • tempi di rilascio: da 3 a 7 giorni lavorativi per l’emissione, a cui si aggiungono da 5 a 10 giorni per la validazione da parte dell’ente.

A titolo puramente illustrativo: su un contributo di 40.000 € con anticipo del 40%, l’importo garantito è pari a 16.000 €; con un costo annuo dell’1%, la garanzia comporta circa 160 € per ciascun anno di durata, da sommare ai costi non coperti dal bando.

Sequenza operativa consigliata

  1. Verificare nel bando la percentuale di anticipo, la durata minima della garanzia e i soggetti garanti ammessi (banche, assicurazioni, intermediari iscritti negli elenchi di vigilanza).
  2. Scaricare lo schema di fideiussione predisposto dall’ente e trasmetterlo al garante senza modifiche.
  3. Richiedere la garanzia subito dopo la concessione, includendo nel calendario del progetto i tempi di emissione e di validazione.
  4. Conservare la documentazione sullo stato di avanzamento, necessaria per ottenere lo svincolo della garanzia a progetto concluso.

La pianificazione dei tempi è rilevante soprattutto quando i formatori esterni devono essere pagati prima dell’erogazione dell’anticipo.

Garanzie e finanziamenti agevolati per sostenere la liquidità

Quando il contributo viene erogato solo a rendicontazione, o copre una quota parziale delle spese, l’impresa può affiancarvi un finanziamento agevolato o garantito. Tra le misure censite su Finanzia figurano l’erogazione diretta di finanziamenti a tasso agevolato da parte dei Confidi e il Bando Agevola Credito 2024-2026. L’intervento di un confidi può inoltre agevolare l’accesso al credito bancario per le imprese con un merito creditizio limitato.

Criteri per scegliere lo strumento adeguato

La scelta dello strumento dipende da alcune variabili che conviene esaminare prima di progettare il piano formativo:

  • Dimensione dell’impresa e numero di dipendenti: incide sull’entità del conto formazione presso il Fondo interprofessionale e sull’accesso alle misure riservate alle PMI.
  • Contenuto della formazione: i percorsi su tecnologie digitali e sostenibilità rientrano più facilmente nel FNC e nei bandi per la doppia transizione; la formazione obbligatoria in materia di sicurezza è finanziata soltanto da avvisi specifici.
  • Relazioni sindacali: l’accordo collettivo è indispensabile per il FNC.
  • Localizzazione: i bandi provinciali e regionali richiedono una sede operativa nel territorio.
  • Massimale de minimis disponibile: un massimale già prossimo al limite può escludere alcuni bandi territoriali.
  • Capacità di anticipare la spesa: in sua assenza assumono rilievo l’anticipo con fideiussione e i finanziamenti garantiti.

La formazione rientra spesso in una politica del personale più ampia: per una visione d’insieme sugli strumenti di valorizzazione dei dipendenti è utile conoscere il funzionamento del welfare aziendale, che segue regole fiscali distinte da quelle degli incentivi alla formazione.

Il punto di vista di Finanzia

Nell’attività quotidiana di matching tra profili aziendali e bandi osserviamo che la formazione dei dipendenti è uno degli ambiti in cui le imprese lasciano inutilizzate più risorse. Le cause sono ricorrenti: la mancata adesione a un Fondo interprofessionale, nonostante il contributo dello 0,30% venga comunque versato; la pianificazione di un credito d’imposta non più attivo; la scoperta tardiva di un bando provinciale a sportello quando le risorse sono già esaurite.

Riteniamo che l’approccio più efficace consista nel costruire il piano formativo partendo dagli strumenti attivi e compatibili con il profilo dell’impresa, ossia codice ATECO, localizzazione, dimensione e obiettivi di investimento, e non dal singolo bando incontrato per caso. Una volta individuate le misure, la gestione di scadenze, schemi di fideiussione e documentazione richiede continuità: per questo consideriamo essenziale che candidature e documenti siano raccolti in un unico spazio, condiviso tra impresa, commercialista e consulente, con il supporto di consulenti esperti nelle fasi più delicate della candidatura.

— Ufficio

Bandi per la formazione compatibili con l’impresa

Finanzia confronta automaticamente partita IVA, codice ATECO e obiettivi di investimento dell’impresa con i bandi disponibili, segnala le nuove opportunità compatibili e affianca l’impresa nella candidatura tramite consulenti esperti. Il Piano Impresa è disponibile a 20 € al mese dopo il periodo di prova gratuita, con i dettagli consultabili nella pagina dedicata al Piano Impresa di Finanzia. Gli studi professionali che seguono più clienti possono utilizzare l’Account Studio professionale per monitorare scadenze e condividere documenti.

Domande frequenti

Quali incentivi per la formazione dei dipendenti sono disponibili nel 2026?

Gli strumenti principali sono i Fondi interprofessionali per la formazione continua, il Fondo Nuove Competenze 3 e i bandi regionali, provinciali e settoriali. Il MIMIT pubblica inoltre materiali sulla misura Sviluppo competenze destinata alle PMI. Il credito d’imposta Formazione 4.0 risulta non più attivo secondo la scheda ministeriale.

Il credito d’imposta Formazione 4.0 è ancora utilizzabile?

La pagina ufficiale del Ministero delle Imprese e del Made in Italy riporta che la misura non è più attiva. Poiché alcune guide online la indicano ancora come disponibile, prima di includerla in un budget occorre una verifica puntuale con il proprio commercialista sulla base della normativa vigente.

Quanto costa la fideiussione per ottenere l’anticipo di un contributo?

Il costo indicativo è compreso tra lo 0,5% e il 2% annuo dell’importo garantito e varia in base al garante, alla durata e al profilo dell’impresa. Di norma tale spesa non è rendicontabile nel bando e resta a carico del beneficiario, per cui va prevista nel budget del progetto.

Un’impresa può cumulare Fondo interprofessionale e bando regionale?

In linea generale sì, a condizione che le stesse spese non vengano finanziate due volte e che siano rispettati i limiti sul cumulo degli aiuti e il massimale de minimis. Le regole puntuali sono indicate nel testo di ciascun avviso, che va verificato prima della domanda.

Cosa succede se l’impresa non aderisce ad alcun Fondo interprofessionale?

Il contributo dello 0,30% sulle retribuzioni viene comunque versato all’INPS, ma confluisce in fondi gestiti a livello ministeriale. L’impresa perde così la possibilità di utilizzarlo direttamente per la formazione dei propri dipendenti.

Fonti

Raccomandati

#incentivi formazione dipendenti #garanzie finanziamenti agevolati #credito d’imposta formazione 4.0 2026 #fideiussione per anticipi contributo #anticipo contributo bando #anticipo contributi bando #fideiussione per anticipo contributo

Vuoi vedere i bandi aperti adesso?

Sfoglia il catalogo oppure registrati con la partita IVA: Finanzia confronta il profilo della tua impresa con i bandi pubblicati e ti avvisa quando ne esce uno compatibile.

Vai al catalogo Registrati

Continua a leggere

Altri articoli in Agevolazioni

Tutti gli articoli