Transizione 5.0: principi generali del credito d'imposta e cosa cambia con l'iperammortamento 2026
Dal credito d'imposta 2024-2025 legato al risparmio energetico al Nuovo Piano Transizione 5.0 con maggiorazione del costo ammortizzabile.
Il Piano Transizione 5.0 è la misura con cui l'Italia ha collegato gli incentivi per i beni 4.0 a un obiettivo di efficienza energetica: non basta più acquistare una macchina interconnessa, occorre dimostrare che l'investimento riduce i consumi della struttura produttiva o del processo. Introdotto dall'articolo 38 del decreto-legge 19/2024 come credito d'imposta per il biennio 2024-2025, il Piano è stato sostituito, per gli investimenti dal 1° gennaio 2026, da un iperammortamento istituito dalla legge di bilancio 2026 (legge 199/2025, articolo 1, commi 427-436). Questo articolo spiega i principi comuni alle due versioni e le differenze che contano per chi programma investimenti.
Il credito d'imposta 2024-2025: come funzionava
Beneficiari
Tutte le imprese residenti in Italia e le stabili organizzazioni di soggetti non residenti, indipendentemente da forma giuridica, settore, dimensione e regime fiscale. In alternativa, le ESCo certificate che realizzavano progetti presso imprese clienti.
Il requisito energetico
Il cuore della misura era la riduzione dei consumi: almeno il 3% dei consumi energetici della struttura produttiva o, in alternativa, almeno il 5% dei consumi del processo interessato dall'investimento, rispetto alla situazione precedente.
Le aliquote
Il credito era modulato per scaglioni di investimento e per livello di risparmio energetico. Per la quota fino a 10 milioni di euro:
- 35% con riduzione dei consumi tra il 3% e il 6% (struttura) oppure tra il 5% e il 10% (processo);
- 40% con riduzione tra il 6% e il 10% (struttura) oppure tra il 10% e il 15% (processo);
- 45% con riduzione superiore al 10% (struttura) oppure al 15% (processo).
Per la quota oltre 10 milioni le aliquote scendevano rispettivamente al 5%, 10% e 15%. La dotazione complessiva era di 6,3 miliardi di euro.
La procedura
Tutto passava dalla piattaforma del GSE in tre fasi: comunicazione preventiva con certificazione ex ante del risparmio atteso; conferma degli ordini entro 30 giorni con acconto di almeno il 20%; comunicazione di completamento con certificazione ex post. Le certificazioni potevano essere rilasciate da Esperti in Gestione dell'Energia, ESCo, ingegneri iscritti all'albo o periti industriali con esperienza in efficienza energetica.
Lo stato attuale
Con decreto del 6 novembre 2025 il Ministero ha dichiarato esaurite le risorse e chiuso i termini per le nuove domande, salvo eventuali disponibilità sopravvenute entro il 31 dicembre 2025. Chi ha una prenotazione confermata prosegue con le comunicazioni di completamento secondo le regole del proprio provvedimento.
Il Nuovo Piano Transizione 5.0: l'iperammortamento 2026-2028
Per gli investimenti effettuati dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 la legge di bilancio 2026 ha introdotto una misura diversa nella forma ma affine negli obiettivi. Le caratteristiche principali:
- Forma dell'agevolazione: non un credito d'imposta compensabile in F24, ma una maggiorazione del costo di acquisizione del bene, rilevante solo ai fini della deduzione delle quote di ammortamento o dei canoni di leasing. Il beneficio si traduce quindi in una riduzione del reddito imponibile lungo il periodo di ammortamento.
- Beneficiari: tutte le imprese residenti e le stabili organizzazioni, senza distinzione di forma, settore, dimensione e regime fiscale.
- Beni ammissibili: beni strumentali materiali e immateriali nuovi per la trasformazione tecnologica e digitale (allegati IV e V della legge 199/2025) e beni materiali nuovi per l'autoproduzione di energia da fonti rinnovabili con sistemi di accumulo, entro il 105% del fabbisogno energetico medio annuo.
- Maggiorazioni per beni materiali e impianti energetici: 180% fino a 2,5 milioni di euro di investimenti, 100% tra 2,5 e 10 milioni, 50% tra 10 e 20 milioni. Il Ministero indica ulteriori maggiorazioni legate al risparmio energetico, i cui dettagli vanno verificati nella scheda ufficiale e nel decreto attuativo.
- Procedura: comunicazioni sul portale GSE per prenotazione, avanzamento e completamento, con conferma del raggiungimento del 20% del costo di acquisizione tramite ordini e pagamenti. La piattaforma di prenotazione è attiva dal 12 giugno 2026.
- Dotazione: il Ministero indica risorse nazionali per quasi 10 miliardi di euro nel triennio.
Cosa cambia in pratica
L'effetto dipende dall'aliquota fiscale
Con il credito d'imposta il beneficio era una percentuale fissa dell'investimento, utilizzabile anche da imprese con utile ridotto. Con l'iperammortamento il vantaggio è pari alla maggiorazione moltiplicata per l'aliquota IRES o IRPEF dell'impresa e si distribuisce negli anni di ammortamento: chi ha perdite fiscali o un reddito basso ne trae meno vantaggio, almeno nell'immediato.
La pianificazione contabile diventa centrale
Il commercialista entra in gioco fin dalla fase di progettazione: la scelta tra acquisto e leasing, la durata dell'ammortamento e la previsione di reddito nei prossimi anni determinano il valore reale dell'agevolazione.
Restano le certificazioni tecniche
In entrambe le versioni la parte tecnica (perizie, certificazioni di interconnessione, valutazione energetica) è determinante e va affidata a professionisti abilitati con esperienza specifica. Errori nella certificazione sono la prima causa di contestazione nei controlli.
Interconnessione e requisiti 4.0 restano il presupposto
Tanto il credito d'imposta quanto l'iperammortamento si applicano a beni che rientrano negli allegati tecnici della normativa 4.0 e che vengono interconnessi al sistema aziendale di gestione della produzione o alla rete di fornitura. Il requisito energetico si aggiunge a questi presupposti, non li sostituisce: un bene non interconnesso non è agevolabile anche se riduce i consumi.
Tempistiche da rispettare
Il periodo di effettuazione dell'investimento (dal 1° gennaio 2026 al 30 settembre 2028 per l'iperammortamento) va letto insieme alle regole di competenza fiscale e alle scadenze per le comunicazioni sul portale GSE. Ordini, acconti, consegna, interconnessione e comunicazione di completamento devono seguire una sequenza coerente e documentata.
La domanda da porsi non è "quanto vale l'incentivo" ma "quanto vale per la mia impresa, con il mio reddito imponibile e il mio piano di ammortamento". Con l'iperammortamento la risposta cambia da impresa a impresa.
Come combinare Transizione 5.0 con altre misure
Gli investimenti in beni 4.0 possono intercettare anche la Nuova Sabatini (linea 4.0, con tasso convenzionale del 3,575%), il credito ZES unica nel Mezzogiorno e i voucher camerali per la doppia transizione. La cumulabilità va verificata caso per caso nelle rispettive discipline e nel rispetto dei limiti sugli aiuti di Stato.
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