Bandi per codice ATECO: come trovare le agevolazioni compatibili

La ricerca dei bandi per codice ATECO consiste nel verificare, per ciascuna agevolazione, se l’attività economica registrata dall’impresa rientra tra i settori ammessi dall’avviso, distinguendo il codice primario dai codici secondari e considerando l’unità locale in cui viene realizzato l’investimento. Il codice ATECO costituisce infatti, insieme alla dimensione aziendale e alla localizzazione, il primo requisito di ammissibilità esaminato dai soggetti gestori: una domanda presentata con un codice non compatibile viene di norma dichiarata inammissibile, indipendentemente dalla qualità del progetto. Di seguito sono illustrati dove si legge il codice, come vengono trattati i codici multipli, quali esclusioni settoriali ricorrono con maggiore frequenza e quale procedura consente di individuare in modo sistematico i bandi compatibili.

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In breve

  • Il codice ATECO determina l’accesso a un bando: gli avvisi indicano i settori ammessi oppure quelli esclusi, e la verifica viene effettuata sulla base dei dati risultanti dal Registro delle imprese.
  • In presenza di più codici ATECO, rileva di norma il codice primario dell’impresa oppure il codice dell’attività cui si riferisce il programma di investimento, secondo quanto stabilito dal singolo avviso.
  • Con l’aggiornamento della classificazione alla versione ATECO 2025, è opportuno controllare la corrispondenza tra il codice attribuito all’impresa e i codici elencati nei bandi.
  • Le esclusioni settoriali più frequenti derivano dalla disciplina europea sugli aiuti di Stato, in particolare dal regime de minimis.
  • Il matching automatico di Finanzia confronta partita IVA, codice ATECO e obiettivi di investimento per segnalare i bandi compatibili con il profilo aziendale.

Indice

Perché il codice ATECO è un requisito di ammissibilità

Il codice ATECO è la classificazione delle attività economiche adottata in Italia a fini statistici, fiscali e camerali. Ogni impresa ne riceve almeno uno al momento dell’apertura della partita IVA e dell’iscrizione al Registro delle imprese, e tale codice descrive in forma standardizzata l’attività esercitata.

Nei bandi di finanza agevolata il codice ATECO svolge tre funzioni distinte:

  • delimitazione dei beneficiari: l’avviso individua i settori destinatari dell’agevolazione, ad esempio il manifatturiero, il turismo, il commercio o le attività creative, elencando le divisioni, i gruppi o le singole sottocategorie ammesse;
  • applicazione delle esclusioni: anche i bandi definiti “aperti a tutti i settori” contengono, di norma, un elenco di attività escluse, spesso derivante dalla normativa europea sugli aiuti di Stato;
  • determinazione della disciplina applicabile: in alcuni casi il settore di appartenenza incide sull’intensità dell’aiuto, sul regime di aiuto applicabile o sulle spese ammissibili.

Ne consegue che la verifica del codice ATECO deve precedere qualsiasi altra valutazione. Un’impresa che dispone dei requisiti dimensionali e di un progetto coerente con le finalità del bando, ma che risulta iscritta con un codice non ammesso, non può accedere all’agevolazione. Occorre inoltre considerare che il controllo viene generalmente effettuato sui dati ufficiali alla data di presentazione della domanda, e non sull’attività che l’impresa dichiara di svolgere in concreto.

Dove si legge il codice ATECO dell’impresa

Prima di avviare la ricerca dei bandi è necessario disporre del codice esatto, nella sua forma completa a sei cifre. Le fonti da consultare sono le seguenti:

  1. Visura camerale: riporta il codice dell’attività prevalente e gli eventuali codici secondari, sia per la sede sia per le unità locali. È il documento di riferimento per la maggior parte dei soggetti gestori, poiché la verifica dei requisiti viene effettuata sui dati del Registro delle imprese.
  2. Certificato di attribuzione della partita IVA: indica il codice comunicato all’Agenzia delle Entrate all’avvio dell’attività o con le successive variazioni.
  3. Cassetto fiscale: consente di consultare i dati anagrafici e di attività registrati presso l’amministrazione finanziaria.

È opportuno verificare che il codice risultante dalla visura camerale coincida con quello comunicato ai fini IVA. Eventuali disallineamenti, frequenti nelle imprese che hanno modificato l’attività nel tempo, possono generare contestazioni in fase istruttoria e devono essere sanati, con l’assistenza del commercialista, prima della presentazione della domanda.

Più codici ATECO: quale conta ai fini del bando

La presenza di più codici ATECO è una situazione comune, in particolare per le imprese che esercitano attività diversificate o che dispongono di più unità locali. Gli avvisi adottano, in genere, uno dei seguenti criteri.

Criterio del codice primario

Numerosi bandi richiedono che il codice ammesso corrisponda all’attività primaria, ossia prevalente, dell’impresa. In questo caso un codice secondario compatibile non è sufficiente, anche qualora l’investimento sia destinato proprio a tale attività.

Criterio dell’attività oggetto del programma

Altri avvisi ammettono la domanda quando il programma di investimento riguarda un’attività compresa tra quelle ammesse, anche se registrata come secondaria. In tale ipotesi il codice deve risultare già iscritto alla data di presentazione della domanda e l’investimento deve essere chiaramente riconducibile a quell’attività.

Criterio dell’unità locale

Quando il bando è riservato a un territorio, ad esempio nel caso delle agevolazioni regionali, provinciali o camerali, il codice rilevante può essere quello attribuito all’unità locale presso cui viene realizzato l’intervento. L’unità locale deve essere attiva e regolarmente iscritta al Registro delle imprese, secondo i termini indicati dall’avviso.

La regola applicabile è sempre quella stabilita dal testo del bando e, ove presenti, dalle FAQ pubblicate dal soggetto gestore. In assenza di indicazioni esplicite, è prudente fare riferimento al codice primario e richiedere un chiarimento al soggetto gestore prima dell’invio della domanda.

Criterio dell'unità locale

L’aggiunta di un codice in vista di un bando

L’iscrizione di un nuovo codice ATECO al solo scopo di partecipare a un bando richiede particolare cautela. Molti avvisi stabiliscono che il requisito debba sussistere da una data anteriore alla pubblicazione o alla presentazione della domanda, e in ogni caso l’attività dichiarata deve essere effettivamente esercitata o avviata. La variazione va valutata con il commercialista, verificando i termini previsti dall’avviso e le conseguenze fiscali e contributive della modifica.

L'aggiunta di un codice in vista di un bando

ATECO 2025 e verifica dei codici nei bandi

La classificazione ATECO viene aggiornata periodicamente per riflettere l’evoluzione delle attività economiche. La versione ATECO 2025 costituisce la declinazione nazionale della classificazione europea NACE Rev. 2.1, introdotta con il Regolamento delegato (UE) 2023/137, e ha comportato la modifica, la suddivisione o l’accorpamento di numerosi codici.

Per le imprese che partecipano ai bandi, il passaggio alla nuova classificazione comporta alcune verifiche operative:

  • controllare in visura camerale il codice attualmente attribuito, che può differire da quello indicato in documenti meno recenti;
  • accertare quale versione della classificazione è richiamata dall’avviso, poiché i bandi pubblicati in periodi diversi possono fare riferimento a tabelle differenti;
  • verificare, in caso di dubbio, la corrispondenza tra il vecchio e il nuovo codice mediante le tavole di raccordo pubblicate dall’ISTAT;
  • aggiornare il profilo aziendale sulle piattaforme utilizzate per la ricerca dei bandi, affinché il confronto avvenga sul codice vigente.

Le esclusioni settoriali più frequenti

Una parte rilevante delle esclusioni per codice ATECO deriva dal regime di aiuto sul quale il bando è costruito. Il caso più diffuso è quello del Regolamento (UE) 2023/2831 relativo agli aiuti de minimis, che fissa in 300.000 euro, nell’arco di tre anni, l’importo massimo di aiuti concedibili a un’impresa unica ed esclude dal proprio campo di applicazione, tra l’altro, le imprese operanti nel settore della pesca e dell’acquacoltura e quelle attive nella produzione primaria di prodotti agricoli, per le quali sono previsti regolamenti specifici.

Oltre alle esclusioni di derivazione europea, gli avvisi nazionali e regionali introducono frequentemente ulteriori limitazioni, che possono riguardare, a titolo esemplificativo:

  • le attività finanziarie e assicurative;
  • le attività immobiliari;
  • il gioco d’azzardo e le scommesse;
  • determinate attività commerciali, quando il bando è orientato alla manifattura o all’innovazione.

Per i settori esclusi dai bandi generalisti esistono, di frequente, misure dedicate. Le imprese agricole, ad esempio, dispongono di linee di intervento specifiche, come gli investimenti innovativi delle imprese agricole consultabili nel catalogo di Finanzia.

Il requisito dimensionale si combina con quello settoriale: molte misure sono riservate alle micro, piccole e medie imprese individuate secondo la Raccomandazione della Commissione 2003/361/CE, che fa riferimento al numero di occupati, al fatturato e al totale di bilancio, tenendo conto delle imprese associate e collegate.

Come cercare i bandi per codice ATECO: la procedura

La ricerca dei bandi compatibili può essere condotta secondo una sequenza ordinata di passaggi, che riduce il rischio di candidature inammissibili.

  1. Raccolta dei dati aziendali: codice ATECO primario e secondari a sei cifre, sede e unità locali, dimensione aziendale, data di costituzione, eventuali qualifiche come quella di startup innovativa.
  2. Definizione degli obiettivi di investimento: digitalizzazione, acquisto di macchinari, consulenze, internazionalizzazione, efficienza energetica, assunzioni. Il codice ATECO individua i bandi accessibili; l’obiettivo di investimento individua quelli utili.
  3. Selezione per territorio: alle misure nazionali si affiancano quelle di Regioni, Province autonome e Camere di commercio, che spesso presentano requisiti settoriali propri.
  4. Lettura dei requisiti di ammissibilità: per ciascun bando individuato, verifica dell’elenco dei codici ammessi o esclusi, del criterio applicato in presenza di più codici e del regime di aiuto.
  5. Monitoraggio delle scadenze e delle riaperture: numerose misure operano con sportelli a esaurimento delle risorse o con finestre periodiche, che richiedono una preparazione anticipata della documentazione.

La seguente tabella sintetizza il modo in cui le principali tipologie di bandi trattano, in via generale, il requisito del codice ATECO.

Tipologia di bando Trattamento abituale del codice ATECO Verifica consigliata
Misure nazionali generaliste Ammissione di tutti i settori, salvo un elenco di esclusioni Confronto del codice primario con l’elenco delle esclusioni
Misure settoriali Elenco tassativo dei codici ammessi Corrispondenza esatta del codice, fino alla sottocategoria
Bandi regionali e provinciali Settori ammessi e localizzazione dell’unità locale Codice attribuito all’unità locale sede dell’intervento
Bandi delle Camere di commercio Spesso aperti a più settori, con esclusioni specifiche Iscrizione e regolarità presso la Camera competente
Misure per imprese agricole Riservate alle attività agricole Codice agricolo e requisiti soggettivi richiesti

Esempi di bandi in cui il settore è determinante

Il catalogo dei bandi di finanza agevolata di Finanzia comprende misure con requisiti settoriali e territoriali differenti, che illustrano la varietà dei criteri applicati:

Per ciascuna scheda è necessario consultare i requisiti aggiornati e lo stato di apertura, poiché le misure possono essere rifinanziate, modificate o chiuse per esaurimento delle risorse.

Il punto di vista di Finanzia

La ricerca dei bandi per codice ATECO, condotta manualmente, richiede la consultazione di numerose fonti e la lettura integrale di avvisi redatti con criteri non uniformi: elenchi di codici ammessi, elenchi di esclusioni, rinvii ai regolamenti europei, regole diverse per i codici secondari e per le unità locali. È per questa ragione che abbiamo costruito Finanzia attorno a un sistema di matching automatico.

Il nostro sistema confronta il profilo aziendale, comprendente partita IVA, codice ATECO e obiettivi di investimento, con i requisiti dei bandi, e segnala all’impresa le agevolazioni compatibili. Riteniamo che il codice ATECO, da solo, non sia sufficiente: un bando accessibile ma non coerente con i progetti dell’impresa non genera valore. Per questo il matching considera anche gli investimenti programmati, come la digitalizzazione o l’acquisto di macchinari.

A differenza dei cataloghi generici, Finanzia riunisce in un unico spazio la ricerca, gli avvisi sui nuovi bandi, la documentazione precompilata e il supporto di consulenti esperti nella fase di candidatura. Per i commercialisti e le società di finanza agevolata, gli strumenti dedicati consentono di gestire più clienti, monitorare le scadenze e condividere i documenti, applicando lo stesso criterio di verifica a ciascun profilo.

Ufficio

Finanzia per la ricerca dei bandi compatibili

Le imprese che intendono individuare i bandi compatibili con il proprio codice ATECO possono registrare il profilo aziendale su Finanzia e ricevere le segnalazioni generate dal matching automatico, insieme agli avvisi sui nuovi bandi e al supporto di consulenti esperti per la candidatura. Il Piano Impresa è disponibile a 20 € al mese, dopo il periodo di prova gratuita.

Finanzia

Le startup innovative dispongono di un account gratuito dedicato, illustrato nella pagina Finanzia per le startup. I commercialisti che seguono più clienti possono attivare l’account Studio professionale, mentre i consulenti di finanza agevolata trovano gli strumenti di gestione delle pratiche nell’account professionale per consulenti.

Domande frequenti

Come si trovano i bandi per il proprio codice ATECO?

Occorre individuare il codice completo a sei cifre in visura camerale e confrontarlo con i settori ammessi ed esclusi indicati in ciascun avviso, considerando anche la localizzazione e la dimensione dell’impresa. Una piattaforma di matching automatico come Finanzia svolge tale confronto sul profilo aziendale e segnala i bandi compatibili, comprese le nuove pubblicazioni.

Un codice ATECO secondario è sufficiente per partecipare a un bando?

Dipende dal criterio adottato dall’avviso. Alcuni bandi richiedono che il codice ammesso sia quello primario, mentre altri ammettono un codice secondario quando l’investimento riguarda l’attività corrispondente, già iscritta alla data della domanda. In assenza di indicazioni esplicite, è opportuno chiedere un chiarimento al soggetto gestore.

È possibile modificare il codice ATECO per accedere a un bando?

La variazione è possibile, ma deve corrispondere a un’attività effettivamente esercitata o avviata e molti avvisi richiedono che il requisito sussista da una data precedente alla domanda. La scelta va valutata con il commercialista, verificando i termini del bando e gli effetti fiscali e contributivi della modifica.

Il passaggio ad ATECO 2025 incide sulle domande?

Il codice attribuito all’impresa può essere stato modificato con l’adozione della nuova classificazione. Prima della domanda conviene verificare il codice vigente in visura camerale e la versione della classificazione richiamata dal bando, utilizzando le tavole di raccordo dell’ISTAT in caso di differenze.

Fonti

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